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| < Shiatsu: corpo, mente, SPIRITO ~ RISUONARE CON UKE |
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Ven Set 19, 2008 5:26 pm
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RISUONARE CON UKE
a cura di Mark Ventrone
Operatore Shiatsu - POLARIS SHIATSU INSTITUTE®
È dalla risonanza delle percezioni e
dall’eco interno che esse suscitano
che nasce un’arte poetica come lo Shiatsu
che con lo strumento
più naturale e antico che abbiamo, ovvero le mani,
riesce a far star meglio le persone
L'autore, un operatore diplomatosi presso l'Istituto di cui sono Responsabile e Direttore dei Corsi, ha provato ad esporre quelli che sono -per lui- i principi cardini dello Shiatsu e di manifestare cosa intenda con il concetto “Risuonare con UKE” (frase con cui titola il lavoro), traendo ispirazione da quelle sensazioni ed emozioni che, man mano, sono cresciute e maturate ... dentro di lui ... durante l’avvicendarsi di esperienze vissute sia come “TORI” che come “UKE”.
felice pironti
Guardandomi attorno mi sono accorto che, molte persone (di disparata età) con cui sono solito relazionarmi risultano, in modo e per motivi diversi, insoddisfatti della propria vita, e pochi di loro manifestano la volontà ed il coraggio di, almeno, tentare di cambiarla.
Verosimilmente sono tutte persone che cercano in modo frenetico di raggiungere una condizione di vita migliore, dove con il termine migliore si misura non il grado di soddisfazione interiore per ciò che si è ottenuto per se e per i propri cari, ma la sola quantità di cose materiali che ognuno di loro è riuscita a mettere da parte. Sono probabilmente persone che vivono la propria esistenza in isolamento, preoccupati di subire danni e ingiustizie da parte degli altri; incapaci di prendersi una pausa di raccoglimento che gli permetta di sentire meglio il sapore della vita.
Osservando le stesse persone, di qualsiasi estrazione sociale esse appartengano, giorno dopo giorno, mi rendo conto che sono tutte persone cha hanno un tremendo bisogno di essere ascoltate, capite, toccate, coccolate.
Una volta ci spulciavamo a vicenda come fanno le scimmie, ci rotolavamo nel fango con amici. Passavamo ore a chiacchierare davanti al fuoco di un camino o attorno ad un tavolo, a casa di amici.
Ora, invece, cosa facciamo? Qualche stretta di mano, abbracci fatti solo con le braccia ma non con il cuore; se tocchiamo qualcosa ci hanno insegnato a lavarci subito le mani e preferiamo la televisione alle chiacchierate o ad un buon libro, e perché no la Play Station alla nostra compagna o a nostra moglie. Tutte espressioni di uno stile di vita ormai lontano dalle proprie origini.
E’ cambiato anche il nostro modo di comportarci quando accusiamo un sintomo, mal di testa, mal di stomaco, dolore articolare, ecc.
La nostra tendenza è diventata quella di focalizzarci sulla parte dolente, carichi di ansie e aspettative, nella speranza che il nostro disagio passi più in fretta possibile, assumendo magari farmaci o rimedi che possano accelerare la scomparsa del fastidio o del dolore. Così facendo, ignoriamo il messaggio che questo sintomo vuole trasmetterci, ovvero che il nostro organismo non è più in equilibrio.
Ricordo di aver letto da qualche parte un esempio che chiarisce questo concetto di equilibrio facendo un paragone con il cubo di Rubik.
Normalmente le persone poco pratiche di questo rompicapo tentano di risolvere una faccia alla volta, con il risultato che per mettere a posto una faccia scombinano totalmente quella che avevano appena finito di rimettere insieme con grandi sforzi.
L'unica soluzione possibile, invece, è quella di cercare di risolvere il cubo nella sua interezza e non considerandolo come un insieme di facce singole.
Così spesso accade alle persone: per cercare di rimettere in sesto quel fastidioso mal di testa prendono la pastiglia che “cura la testa” ma scombina lo stomaco, allora si gettano sul farmaco per lo stomaco che da problemi al fegato, dal fegato ai reni, eccetera.
Lo Shiatsu è una disciplina olistica che, in quanto tale, considera l’individuo nella sua totalità, non solo dal punto di vista organico, quindi, ma anche sotto l’aspetto psichico ed emozionale (primo principio cardine).
Sulla base di questo presupposto, il sintomo non è più al centro dell’attenzione, ma diventa un pretesto, un’opportunità, un punto da cui partire per arrivare alle ragioni più profonde del disagio e ritrovare l’originaria e naturale condizione di equilibrio (secondo principio cardine).
Se è ovvia per tutti l’importanza di una buona circolazione del sangue per un corretto funzionamento dei nostri organi, non si parla altrettanto comunemente del “flusso” delle emozioni.
Gioia, dolore, paura, coraggio, rabbia, sono tutte “risorse” fondamentali per il raggiungimento dei nostri obiettivi, ma che rischiano di diventare controproducenti e nocive se “bloccate” all’interno del nostro corpo o “intrappolate” nella nostra mente.
E’ qui che s’introduce un altro concetto fondamentale per lo Shiatsu ovvero: far fluire… (terzo principio cardine).
Questo si propone lo Shiatsu con la sua semplice ma efficace tecnica basata su una pressione costante, graduale e proporzionata ai pieni (eccessi energetici o zone jitsu) e ai vuoti (carenze energetiche o zone kyo) riscontrabili lungo i meridiani, ossia quei canali, reali o immaginari (poco importa), che consentono al sangue, alle emozioni, ai fluidi e all’energia, sotto qualunque forma si manifesti, di scorrere liberamente nel nostro corpo, ridandoci vitalità fisica, lucidità mentale e stabilità emotiva.
Indubbiamente per essere risolutivo e speciale, lo Shiatsu ha bisogno che fra TORI e UKE ci sia un rapporto particolare (empatia) che suggerisca a TORI dove e come lavorare e dia a UKE la fiducia necessaria per lasciarsi andare completamente e per ascoltarsi in profondità.
Un ulteriore fondamento dello Shiatsu è quello che, durante un trattamento, non c’è "qualcuno che fa" e "qualcuno che riceve" ma due persone che fanno; TORI in modo visibile, e UKE in modo non visibile (quarto principio cardine).
Ritengo quindi improbabile, se non addirittura impossibile, che in un trattamento Shiatsu io riesca a emozionarmi senza in qualche modo coinvolgere o condizionare UKE e viceversa.
Se abbiamo stabilito un minimo contatto empatico con UKE, state certi che in qualche modo il nostro emozionarci si rifletterà sulla persona da noi contattata. A volte in modo poco percettibile, ma non perché non si è “sintonizzati” sulle stesse frequenze, ma perché occorre semplicemente aggiustare la nostra antenna e quella di UKE.
Ho potuto constatare che già dopo 10-15 minuti di trattamento, chi riceve può andare in alfa [1], ovvero in uno stato di coscienza vigile, ma rilassata, in cui la mente, calma e maggiormente ricettiva, comincia a concentrarsi sul raggiungimento di uno stato più introspettivo, in cui più acuta è la volontà per la ricerca del proprio benessere.
Secondo la MTC, durante questo stato si attiva la WEI QI, ossia l’energia di difesa che impedisce ai fattori patogeni esterni di penetrare nel corpo e di provocare malattie. Più avanti si possono raggiungere stati ancor più profondi, in cui prevalgono le onde theta [2] ; essi sono gli stati in cui la mente si ripulisce dagli stress ed ha intuizioni nuove. Le onde theta sono proprie della mente impegnata in attività d’immaginazione, visualizzazione, ispirazione creativa. Tendono ad essere prodotte durante la meditazione profonda, il sogno ad occhi aperti.
In questa fase il corpo si ripara [3] più rapidamente e accede a risorse normalmente non raggiungibili in stato cosciente.
Secondo la MTC, durante questo stato si attiva la YING QI, ossia l’energia nutritiva della mente, che determina l’aspetto psichico cognitivo dell’individuo, ovvero la sua capacità di apprendere e di rispondere agli stimoli ambientali esterni.
E’ altresì vero che il numero di trattamenti ricevuti può condizionare, in maniera positiva, la propensione di UKE ad entrare nello stato alfa in tempi più brevi; questo perché lui ha maggior consapevolezza di se, rispetto ad una persona che riceve un trattamento per la prima volta.
TORI, da par suo, va in uno stato alterato in cui la sensibilità è fortemente accresciuta e le mani sanno dove andare da sole.
E’ proprio questa una delle sensazione più piacevoli che ho quando tratto, ovvero quella di “andare” senza preoccuparmi di dove, inizialmente, volevo “arrivare”.
Studi recenti, che si sono serviti dell'elettroencefalogramma, hanno dimostrato un’evidente correlazione tra lo stimolo che proviene dall'esterno e le onde cerebrali del soggetto in esame. Inizialmente, le ricerche in questo campo utilizzavano soprattutto la luce; poi, si e' passati ai suoni ed alle stimolazioni elettromagnetiche.
Ciò che si e' osservato e' che se il cervello e' sottoposto a impulsi (visivi, sonori o elettrici) di una certa frequenza; la sua naturale tendenza e' quella di sintonizzarsi su di esse. Il fenomeno e' detto “risposta in frequenza”.
Dal punto di vista cerebrale, lo Shiatsu (lo stimolo che proviene dall'esterno) genera, più o meno intensamente, le stesse reazioni in UKE in quanto, alterando il suo stato emotivo, tende a modificare la sua attività cerebrale in direzione dello stimolo ricevuto.
Durante il trattamento, seguire le pressioni che sono fatte sul proprio corpo è, per UKE, come passare in rassegna se stessi. Ad un certo punto sembra quasi che UKE riesca ad indirizzare le mani di TORI proprio lì dove vuole; allora la sfida cambia pelle, e i ruoli a volte si invertono.
E’ mia opinione, infatti, che ciò che caratterizza lo Shiatsu è il fatto di sviluppare ed incoraggiare la percezione in chi riceve (UKE) e di chi fa (TORI).
Alcune volte mi capita di sentirmi quasi in simbiosi con la persona trattata e le emozioni che desidero dare sono esattamente quelle che io vivo in quel momento.
Lo Shiatsu diventa il mezzo per aprire un flusso comunicativo con le strutture profonde di UKE, in cui si risvegliano certe abilità di ascolto, che magari stanno lì sopite da anni.
La differenza tra lo Shiatsu e le altre tecniche come la fisioterapia, il massaggio, l’agopuntura, non sta in una relazione migliore/peggiore, più-efficace/meno-efficace; sta proprio in un salto di paradigma.
Proprio perchè lo Shiatsu non è una tecnica ma è una disciplina, in cui la tecnica è un mezzo per cambiare se stessi e gli altri, quello che passa da TORI a UKE è tutta la sua intenzione, le sue emozioni, la sua convinzione di fare bene. A non considerare tutte queste cose, si rischia di rimanere dei principianti a vita.
[1] Le Onde Cerebrali Alfa: sono caratterizzate da una frequenza che va dagli 8 ai 12 Hertz, sono tipiche durante la fase di veglia rilassata e dei momenti di concentrazione.
[2] Le Onde Cerebrali Theta: sono caratterizzate da una frequenza che va dai 5 agli 8 Hertz, sono tipiche durante la fase dell'addormentamento, detta anche fase di presonno o sogno ad occhi aperti.
[3] Già nella fase Alfa, ha luogo un aumento di produzione di Beta-Endorfina che viene liberata dal cervello per diminuire il dolore, lo stress e rivitalizzare le cellule, potenziando la capacità di recupero. Inoltre la Beta-Endorfina stimola le cellule NK (Natural Killer) che hanno un ruolo molto importante nel sistema immunitario per il mantenimento della nostra salute. |
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